La Fondazione Piaggio ha dato direttamente alle stampe numerose pubblicazioni aventi come oggetto la Storia della Piaggio e dei suoi prodotti come la Vespa e l'Ape e collabora a pubblicazioni di autori ed editori - anche di fama internazionale - con contributi consulenziali, studi e materiale documentario e iconografico proveniente dal proprio Archivio Storico "Antonella Bechi Piaggio".
Tra i titoli:
Una leggenda verso il futuro. Centodieci anni di storia Piaggio
Tommaso Fanfani, 1994Chi Vespa... è già domani. 56 anni di comunicazione Vespa
Omar Calabrese, Tommaso Fanfani, Editrice CompositoriVespa. Un'avventura italiana nel mondo
AA.VV., Giunti Editori, Piaggio & C.I Quaderni della Fondazione Piaggio
Nel 1995 inizia la pubblicazione semestrale dei "Quaderni", rivista di dibattito e confronto sui temi più sentiti della vita civile ed economica della società contemporanea. La rivista - pensata, coordinata e diretta dall'allora Presidente del Comitato Scientifico Tommaso Fanfani - pubblica gli atti dei convegni, dei seminari e delle conferenze, il resoconto dei dibattiti e delle tavole rotonde promosse dalla Fondazione. Ogni numero è corredato da un inserto fotografico che commenta visivamente le iniziative della Fondazione, le mostre d'arte, la ricchezza documentaria dell'Archivio storico "Antonella Bechi Piaggio".
Inaugura la serie il numero monografico sul tema Internazionalizzazione e sviluppo economico del luglio 1995 dove, accanto all'editoriale del Presidente e fondatore della Fondazione Giovanni Alberto Agnelli, portano il loro contributo autorevoli personaggi della cultura, dell'economia e della società civile come Francesco Barone, Piero Barucci, Marco Dezzi Bardeschi, Attilio Brilli ed altri. Il primo numero ebbe subito successo e meritata diffusione, iniziando una serie di uscite che nel tempo hanno mantenuto l'impegno iniziale di fare della rivista un agile strumento per la diffusione della cultura e del dibattito sulle più importanti questioni della vita sociale ed economica.
I soggetti come le Fondazioni che si pongono obiettivi alti nel campo sociale o culturale possono rischiare di disperdersi in iniziative eterogenee, sia perché sono legate a un'attualità in rapida evoluzione, sia perché fatalmente puntano in direzioni spesso diverse fra loro.
I "Quaderni" hanno permesso alla Fondazione Piaggio di evitare qualsiasi rischio del genere. Innanzitutto, i dibattiti, gli interventi, le discussioni una volta trascritti sulle pagine della rivista vedono prolungata la loro efficacia e assicurato il loro potere informativo. Inoltre, pur nella diversità degli argomenti trattati e nella varietà degli ambiti disciplinari, la rivista evidenzia alcuni nuclei di interesse costanti, i veri e propri temi forti dell'impegno culturale della Fondazione Piaggio.
In primis, il rapporto fra impresa e cultura, con la Fondazione Piaggio e i "Quaderni" che divengono nel corso degli anni luogo privilegiato di riflessione sui Musei e sugli Archivi d'impresa, sul turismo e sull'archeologia industriale e più in generale sulle complesse problematiche della valorizzazione dei beni culturali. Poi, soprattutto nei primi anni della sua attività, i "Quaderni" sono un osservatorio attento dell'evoluzione politica che porta al trattato di Maastricht e all'introduzione della moneta unica e che non trascura gli aspetti più tecnici dell'integrazione europea come la cooperazione giudiziaria e il progetto di un servizio civile europeo. Il problema dell'occupazione, le grandi questioni della globalizzazione e della competizione internazionale, la politica culturale dei musei, la capacità dello sport di proporre modelli di vita quotidiana all'insegna dei valori, l'etica della comunicazione e della ricerca scientifica nel campo delle biotecnologie sono stati altri temi affrontati. Una testata che vuol continuare ad essere un tavolo di discussione sui problemi più sentiti del vivere civile e uno strumento dinamico per affrontarli, che intende tener fede al progetto di fare formazione difendendo i migliori valori della società contemporanea.
