Museo Piaggio

Museo Piaggio

Il Museo Piaggio è stato inaugurato nel marzo del 2000 nei 3.000 metri quadrati dell’ex officina attrezzeria, uno dei corpi di fabbrica più antichi e affascinanti del complesso industriale di Pontedera, dove l’azienda insediò la propria produzione a partire dai primi anni Venti del ‘900. Il Museo è nato per conservare e valorizzare il patrimonio storico di una delle più antiche imprese italiane e si pone l’obiettivo di ricostruire le vicende di Piaggio e del suo Territorio ripercorrendo un lungo tratto di storia italiana, fatto di trasformazioni economiche, di costume e di sviluppo industriale, attraverso l’esposizione dei suoi prodotti più famosi e rappresentativi e grazie alla ricchissima documentazione conservata nell’Archivio Storico.

Le sue sale accolgono le collezioni Vespa e Gilera, accanto ai più significativi prodotti di Piaggio (motori aeronautici degli anni Trenta, un esemplare di motrice ferroviaria MC2 54 del 1936, l’aereo P148 del 1951, l’Ape, il Pentarò, il Ciao, fino agli scooter di ultima generazione).

Dalla sua apertura, nel 2000, il Museo Piaggio ha avuto più di 400.000 visitatori, con un continuo aumento siamo arrivati a mantenere un record di oltre 44.000 persone nel 2015. Esso è quindi fra i 5 musei d’impresa più visitati in Italia.

Collezione Vespa
Ciò che maggiormente attira al Museo appassionati e curiosi di tutto il mondo è certamente la Collezione Vespa, unica nel suo genere. Solo a Pontedera, infatti, è possibile trovare i preziosi prototipi degli anni ’40: l’MP5, conosciuto con il soprannome di “Paperino”, primo esercizio di Piaggio sul tema scooter, prodotto in pochissimi introvabili esemplari tra il 1943 e 1944; e l’MP6, il  celeberrimo prototipo di Vespa uscito dalla matita di Corradino d’Ascanio nell’autunno 1945.

Trai veicoli di serie si possono ammirare i “classici” della sconfinata produzione Vespa (più di centoquaranta versioni) tra cui si distinguono la prima serie 98cc dell’aprile 1946; la Vespa 125 del 1951, modello utilizzato da Audrey Hepburn e Gregory Peck sul set di Vacanze Romane; la Vespa “U”  (utilitaria) del 1953, costruita in soli 7.000 esemplari, oggi tra i pezzi più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo); la prima Vespa granturismo, la Vespa GS 150 del 1955; la Vespa 50 del 1963 (per tutti gli italiani “il Vespino”), che segnò una pietra miliare nella storia dello scooter più famoso del mondo (e fu seguita, nel 1969, dal grande successo della 50 Special); la 90 Super Sprint del 1965, veicolo-mito per i giovani sportivi; la 125 Primavera del 1967, vero e proprio oggetto di culto per i giovani dell’epoca. Gli anni ’70 sono egregiamente rappresentati dalla Vespa 125 Primavera ET3 e dalla Vespa 200 Rally, che in quegli anni proponevano una soluzione tecnica innovativa come l’accensione elettronica, e dalla Vespa PX 125 del 1977, “replicata” da una sua versione gigante, un modello fuori scala di 4 metri di altezza in vetroresina e vernice rossa.

Collezione Vespa Racing
Accanto alle eccellenze della produzione di serie, il Museo conserva alcuni pezzi straordinari riconducibili all’attività sportiva inaugurata da Piaggio fin dal 1947. Due diversi modelli di Vespa 98 Corsa del 1947 in sella alle quali Giuseppe Cau ha trionfato nelle Cronoscalate di Monte Mario e Rocca di Papa. La bellissima Vespa 125 Corsa “telaio in lega” del 1949, realizzata con la stessa lega di alluminio utilizzata per la copertura degli aerei e assemblata con ribattini in lega, una soluzione tecnologicamente avanzata per il periodo. La Vespa Montlhéry, che nel 1950 conquista sul circuito francese 17 record mondiali. La Vespa Siluro progettata da Corradino d’Ascanio, con la quale il 9 febbraio 1951, sul tratto Roma-Ostia, il collaudatore Dino Mazzoncini ottiene il prestigioso primato del chilometro lanciato con un tempo di 21 secondi e 4 centesimi alla media di 171,1 km/h. La Vespa “Sei Giorni”, protagonista di uno dei successi più importanti della Squadra Piaggio, con le nove medaglie d’oro conquistate alla XXVI Sei Giorni Internazionale di Varese del 1951.
Collezione Artistica
Un’area del Museo è dedicata al rapporto tra il mito senza tempo di Vespa e diverse forme di espressione artistica, con particolare riferimento all’arte contemporanea e al cinema. La sezione si sviluppa intorno a una vera e propria “perla” della nostra collezione: la Vespa Dalì, una 150 S in sella alla quale due studenti madrileni, Santiago Guillén e Antonio Veciana, intrapresero nel 1962 un “giro del mondo in 79 giorni”, all’inizio del quale, a Cadaqués, incontrarono il maestro del surrealismo, Salvador Dalì, che ne firmò le scocche laterali con il suo nome e con quello della sua amata Gala. Nella reinterpretazione “mitologica” del volterrano Mino Trafeli, una lunghissima Vespa PX con inserti in alabastro diventa una vera e propria opera d’arte, realizzata in occasione di un’antologica dell’artista ospitata dal Museo Piaggio nel 2003. Tradizione ormai consolidata che fa di questa sezione un’area in costante ampliamento e rinnovamento, con l’acquisizione di nuove Vespa via via reinterpretate dai diversi artisti ospitati dal Museo, a cominciare dalla Vespa realizzata nel 2010 da Ugo Nespolo per la mostra “La Vespa e il cinema”. E proprio al Cinema – che ha avuto un ruolo fondamentale nel diffondere nel mondo il “mito” di Vespa –  è dedicato in quest’area uno spazio a sé, con l’esposizione di alcuni veicoli protagonisti di famose pellicole cinematografiche e un monitor touch-screen in cui è possibile “navigare” tra le più belle scene della storia del cinema che hanno visto protagonista la Vespa, da Vacanze Romane (1953) ad Alfie, da La dolce Vita (1960) a Quadrophenia (1979), passando per Caro Diario di Nanni Moretti (1993) e The Interpreter di Sidney Pollack (2005). In questa zona si possono inoltre ammirare Vespa interpretate da artisti famosi quali Giampaolo Talani, Luca Moretto, etc. e alcune Vespa ET4 realizzate nel 2001 da giovani designer in occasione del concorso VespArte”.
Collezione Piaggio
Accanto a Vespa, il museo espone una ricca selezione dei prodotti Piaggio che hanno accompagnato il successo dell’azienda nel settore della mobilità individuale dal 1946 in poi: l’Ape (di cui sono conservati alcuni esemplari, tra i quali spicca il Cassone del 1953, il Calessino del 1956, il Pentarò versione “antincendio” del 1962 e una bellissima versione “carretto siciliano interamente dipinta a mano), i ciclomotori (dal prototipo del 1955 al Ciao del 1967), la Vespa 400 (una piccola automobile che Piaggio produsse dal 1957 al 1961 negli stabilimenti in Francia dell’ACMA) e il Moscone (“la Vespa del mare”, motore fuoribordo del 1949).
Collezione Gilera
Un’apposita area del Museo, infine, è dedicata alla Collezione Gilera, storica azienda produttrice di motociclette di Arcore, acquisita da Piaggio nel 1969. La collezione comprende pezzi assai preziosi, a partire dalla prima moto costruita da Giuseppe Gilera nel 1909 (la VT 317), passando per la Rondine “carenata” del 1937 (la cui carriera sulle piste è costellata da molti record), la 500 Saturno Sport (progettata nel 1940 da Giuseppe Salmaggi), la 500 Saturno Sanremo, la 125 e 175 Bicilindrica e la 500 Quattro cilindri, solo per citarne alcune.

Galleria Fotografica