+2° Accelerazione pericolosa

Mostra fotografica

Dal 01 febbraio al 08 aprile 2022

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LA MOSTRA

La Fondazione Piaggio ha organizzato e ospita presso il Museo Piaggio una mostra fotografica di Fabrizio Sbrana dedicata al tema del cambiamento climatico. Un’occasione per contribuire alla riflessione su un tema drammaticamente al centro della nostra contemporaneità, stimolando quella presa di coscienza collettiva che deve accompagnare le azioni concrete di governi, istituzioni e imprese. Come ha scritto il Presidente della Fondazione Piaggio, Riccardo Costagliola, nel testo introduttivo all’esposizione, infatti, «se è vero che la salvezza del nostro pianeta dipenderà dalla capacità che i grandi della terra mostreranno nel saper guidare i processi di transizione energetica e industriale, è anche vero che ciascuno di noi può dare un contributo importante per raggiungere questo obbiettivo e lo può fare nella propria vita quotidiana […]. È solo comportandoci da testimoni della cultura ambientale e da promotori dello sviluppo di una coscienza ecologica collettiva che potremo evitare il senso di colpa di aver privato le generazioni future della nostra meravigliosa casa comune».

In esposizione più di 30 fotografie stampate su lamina metallica di grandi dimensioni e 300 in proiezione: immagini dal forte impatto visivo ed emotivo, frutto dei molti viaggi di Sbrana in giro per il mondo, dagli anni ’80 fino ai giorni nostri. Si tratta di scatti che non sono nati, originariamente, con lo scopo di documentare l’emergenza climatica, ma fanno parte di diversi reportage realizzati da Sbrana nel corso del suo lavoro pluridecennale, spinto da quella inesausta curiosità che ha orientato il suo obiettivo di fotografo a «raccontare le facce di molte medaglie: ambienti, culture, tradizioni, spiritualità, ritmi di vita straordinariamente affascinanti, ma anche povertà, miseria, difficoltà, abbandono, assenza di qualsiasi mezzo di sopravvivenza». 
Dallo Zambia all’Italia, dal Brasile alla Spagna, dall’Etiopia all’Islanda passando per Tunisia e Namibia, le foto in mostra testimoniano, nel trascorrere degli anni e nel cambiare dei paesaggi e delle latitudini, l’urlo della Terra e le sue ferite, tra chiari e scuri, luci e ombre, disperazione e speranza. 

La fotografia può contribuire, con la sua forza espressiva, a dare concretezza a richiami troppo spesso resi astratti da discussioni che sembrano procrastinare a un indefinito futuro un’emergenza che è già presente, qui e ora. E proprio in virtù della necessità di rendere semplice e diretto un discorso, la mostra si avvale del contributo testuale dell’astrofisico Luca Perri, che si occupa da tempo di divulgazione scientifica su radio, televisioni, carta stampata, festival, social networks e attraverso esperimenti di citizen science
Perri ci invita a riflettere sull’urgenza di passare dalle parole ai fatti, investendo sulla salute del pianeta: «A tutti i livelli, certo, ma partendo da noi. Smettendo di affidarci alla scienza solo nella speranza che in futuro un qualche ricercatore trovi una soluzione al problema, ma seguendola quando questa ci dice che il nostro impegno deve cominciare ora. Perché le generazioni future di cui si parla ormai da decenni siamo noi. L’investimento non è solo sul futuro di figli e nipoti, è sul nostro».

Per dar voce alle generazioni più giovani, oggi in prima fila nella denuncia del climate change, in mostra è ospitata l’Ape Radio di Radioimmaginaria, un’Ape Piaggio modello MPV 220 cc. del 1970 trasformata in radio mobile con batterie e pannello solare oggi ingegnerizzato a Bio-metano. Un’Ape con la quale un gruppo di adolescenti già nel 2019 ha fatto tappa al Museo Piaggio per poi partire per un viaggio di 4.852 chilometri – da Castel Guelfo a Stoccolma – per incontrare Greta Thumberg, conoscere altri paesi, incontrare coetanei in nome della difesa dell’ambiente.

A testimonianza dell’impegno di Piaggio nel campo della mobilità sostenibile, la sala delle proiezioni immersive ospita alcuni tra i più significativi esempi di veicoli ibridi o elettrici prodotti a Pontedera: il Gruppo Piaggio vanta infatti una profonda tradizione e competenze consolidate nel campo della propulsione elettrica: il primo Ape Elettrico omologato è del 1977, Porter Elettrico del 1993. Nel 1994 Zip&Zip è una rivoluzionaria proposta di scooter bimodale, con doppia motorizzazione, termica ed elettrica, mentre nel 2000 esordisce sul mercato la versione totalmente elettrica del best seller Zip. Nel 2009 Piaggio MP3 è il primo scooter ibrido al mondo, una tecnologia avanzatissima adottata per la prima volta nel mondo della mobilità leggera. E oggi Vespa Elettrica e Piaggio ONE si pongono all’avanguardia della mobilità elettrica su due ruote per stile e tecnologia.

 

 

MUSICA IN MOSTRA

 

Nella sala espositiva è diffuso un brano di musica elettronica di Jacopo Bacci (Firenze, 1993), registrazione di un’improvvisazione “ambient/drone” rappresentata nel 2020 a Bruxelles: un’alternanza tra tessiture distese e momenti più incalzanti che si evolve progressivamente realizzando contrasti dinamici e melodie profonde, sfruttando i ritmi che si creano dall’intersecarsi di queste frequenze tra loro.
Effetti sonori di grande forza, scelti per accompagnare il viaggio del visitatore tra le immagini di Sbrana. Il brano è stato messo a disposizione dall’Associazione Culturale Il Magnifico di S. Casciano (FI).

 

 

FABRIZIO SBRANA

 

Fabrizio Sbrana ha lavorato come fotoreporter freelance nell’ultimo ventennio del Novecento collaborando con diverse riviste del settore turistico («Qui Touring», «Geos», «Tuttoturismo», «AFRO» e altre) per poi dedicarsi ad altri progetti fotografici. Dal 1994 è iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti Italiani. Ha collaborato con ONG e con il Ministero degli Esteri documentando progetti di cooperazione in Etiopia, Ghana, Tunisia e Cuba, occupandosi principalmente dei diritti dei bambini e delle donne. Ha presentato i suoi reportage in molte mostre fotografiche realizzando installazioni all’aperto. Nel 2013 ha collaborato con la Fondazione Piaggio per la mostra “Passaggio in India. A Gateway to Piaggio”. Tra le sue pubblicazioni si citano: India. Sacralità del Quotidiano, Care Montagne, La Fortezza di Verrucole in Garfagnana, Fabbriche di Careggine. Storia di Genti in terra di Lucchesia.

 

 

MODALITÀ DI ACCESSO E PRENOTAZIONE

 

Le modalità di accesso alla mostra sono le stesse che regolano l’accesso al Museo Piaggio. Per essere sempre aggiornati si consiglia di consultare la pagina orari.

ATTENZIONE
Nel mese di febbraio, dato il perdurare dell’incertezza della situazione sanitaria legata alla pandemia, gli accessi al museo saranno molto limitati. È possibile che i primi posti siano disponibili a partire dal primo marzo.

 

 

IL CATALOGO

 

Della mostra è stato realizzato un catalogo, un vero e proprio libro fotografico stampato da Bandecchi&Vivaldi (Pontedera), che è possibile acquistare al bookshop del Museo Piaggio.

 

 

COLLABORAZIONI

 

Il progetto +2° Accelerazione pericolosa si è avvalso della preziosa collaborazione della Fondazione Livorno e della Fondazione Livorno Arte e Cultura, da tempo vicine alle iniziative culturali della Fondazione Piaggio, che ospiteranno la mostra dopo la sua conclusione al Museo Piaggio.

 


 

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