Spettacoli
Pietro Grasso - 'U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra
Punti di vista. Persone, fatti, attualità
Il 16 maggio 2026
Primo appuntamento nell'ambito del ciclo Punti di vista. Persone, fatti, attualità 2026 quello di sabato 16 maggio alle ore 18.00 presso l'Auditorium del Museo Piaggio, con la presentazione del libro di Pietro Grasso, ’U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra (Feltrinelli, 2026)
Dialoga con l'autore, la giornalista Candida Virgone
A cura di Giuseppe Pino.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
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Questo libro entra nell’aula bunker di Palermo e ci fa sedere in prima fila, là dove l’Italia ha smesso di tacere.
Il Maxiprocesso non è stato soltanto un evento giudiziario: è un romanzo nazionale di sangue e denaro, paure e resistenze, in cui la lingua delle carte si accende in scene, volti, voci. Pietro Grasso, uno dei suoi protagonisti, ricostruisce – con prosa limpida e rigore assoluto – la trama fittissima che lega la guerra di mafia alle rotte internazionali dell’eroina, la provincia contadina alle alleanze con New York, gli sportelli bancari di Lugano ai cantieri del cemento palermitano.
La narrazione segue il ritmo del dibattimento: l’ingresso dei parenti delle vittime, le deposizioni che si incrinano in silenzi, la dignità ferita di chi chiede solo giustizia. Rivediamo gli investigatori che hanno pagato con la vita (Boris Giuliano, Emanuele Basile) e grandi magistrati come Falcone e Borsellino; ascoltiamo la voce delle vedove e il coraggio delle donne che si sono costituite parte civile.
Davanti, nelle gabbie, l’altra faccia del Paese: i Corleonesi, i grandi trafficanti, i pentiti Buscetta e Contorno, gli insospettabili dei salotti buoni, le minacce a microfono aperto. Atti, rogatorie, intercettazioni diventano racconto vivo: laboratori sotterranei, pescherecci carichi di droga, navi fermate a Suez, conti cifrati in Svizzera, valigie di dollari sporchi arrivati dalle pizzerie del Bronx, affari con industriali e faccendieri. Intorno, una borghesia che spesso finge di non vedere, e talvolta tiene il registro.
Qui la storia non cerca scorciatoie: distingue, scava, mette in fila i fatti e le parole, mostrando il punto esatto in cui la verità processuale incontra (o manca) la verità storica.
Questo è il racconto di come, in un’aula verde come un’astronave, l’Italia ha imparato a chiamare le cose con il loro nome. E di come quelle parole – finalmente dette – hanno cominciato a cambiare il corso della nostra storia. Il 10 febbraio 1986, dentro l’aula bunker di Palermo, il Paese impara a pronunciare la parola “mafia” guardandola in faccia: voci, carte, corpi, denaro. Il Maxiprocesso non chiede di scegliere da che parte stare: porta dove le scelte sono già costate tutto.
Pietro Grasso è stato giudice a latere nel Maxiprocesso a Cosa nostra e procuratore capo a Palermo,
Dall’ottobre 2005 al gennaio 2013 ha ricoperto la carica di procuratore nazionale antimafia. E’ stato presidente del Senato dal 2013 al 2018 e senatore dal 2018 al 2022. Nel 2023 ha creato la Fondazione Scintille di futuro, di cui è presidente.
Con Feltrinelli ha pubblicato: Pizzini, veleni e cicoria. La mafia prima e dopo Provenzano (con Francesco La Licata, 2007), Storie di sangue, amici e fantasmi. Ricordi di mafia (2017, nuova edizione 2024), Paolo Borsellino parla ai ragazzi (2020, nuova edizione 2024), Il mio amico Giovanni (con Alessio Pasquini, 2022).
Con Tunué ha pubblicato la graphic novel Da che parte stai (con Alessio Pasquini, Emiliano Pagani e Loris De Marco, 2025).