Museo Piaggio

Il Museo Piaggio è stato inaugurato nel marzo del 2000 nei locali dell’ex officina attrezzeria, uno dei corpi di fabbrica più antichi e affascinanti del complesso industriale di Pontedera, dove l’azienda insediò la propria produzione a partire dai primi anni Venti del ‘900. Il Museo è nato per conservare e valorizzare il patrimonio storico di una delle più antiche imprese italiane e si pone l’obiettivo di ricostruire le vicende di Piaggio e del suo Territorio ripercorrendo un lungo tratto di storia italiana, fatto di trasformazioni economiche, di costume e di sviluppo industriale, attraverso l’esposizione dei suoi prodotti più famosi e rappresentativi e grazie alla ricchissima documentazione conservata nell’Archivio Storico.
Completamente rinnovato nel 2018, dopo 18 anni di attività e più di 600.000 visitatori, il Museo Piaggio occupa oggi 5.000 metri quadrati, con più di 250 pezzi esposti. Esso è dunque il più grande e completo museo italiano dedicato alle due ruote e accoglie esemplari unici che raccontano non solo la storia del Gruppo Piaggio e dei suoi marchi, ma ripercorrono la storia della mobilità e dello sviluppo industriale e sociale del Paese, perché la memoria storica di Piaggio attraversa l’intera storia dei trasporti: navi, treni, aeroplani, auto, scooter, motociclette sono nate dalla casa madre e dai suoi marchi. Il Museo si propone così come l’unico in grado di ripercorrere, in Italia, la storia di un comparto ad altissimi contenuti tecnologici e di innovazione, la cui evoluzione ha segnato la storia d’Europa.

Le sue sale accolgono alcuni preziosi pezzi della produzione ferroviaria e aeronautica prebellica, la ricca e ammirata collezione Vespa, la collezione dei prodotti Piaggio a due, tre e quattro ruote (Ape, Porter, ciclomotori) e la straordinaria raccolta di prodotti legati alla storia più propriamente motociclistica e sportiva dei marchi del Gruppo: ApriliaGilera Moto Guzzi, che insieme collezionano il meraviglioso palmares di 104 Titoli Mondiali nelle varie specialità del motociclismo sportivo, dalle Supermoto al Motomondiale, dal Trial alla SBK.

Accanto allo spazio dedicato alle collezioni esposte permanentemente, il Museo Piaggio dedica 340 m² a esposizioni temporanee che permettono alla struttura di variare continuamente l’offerta culturale spaziando dal campo dell’arte a quello della tecnologia, dalla divulgazione scientifica alla moda. Negli anni questi spazi hanno ospitato mostre, eventi e opere di artisti straordinari quali Dalì, Picasso e, tra gli italiani, Burri, Nomellini, Viani, Pellizza da Volpedo, Fattori, Modigliani, Carrà, Signorini, Soffici, Spreafico, Nespolo e altri protagonisti dell’arte moderna e contemporanea.

Nel 2003 il Museo Piaggio e l’Archivio Storico sono stati premiati come Miglior Museo e miglior Archivio d’Impresa in Italia, nell’edizione del Premio Impresa e Cultura 2003.

Collezione Vespa
Ciò che maggiormente attira al Museo appassionati e curiosi di tutto il mondo è certamente la Collezione Vespa, unica nel suo genere. Solo a Pontedera, infatti, è possibile trovare i preziosi prototipi degli anni ’40: l’MP5, conosciuto con il soprannome di “Paperino”, primo esercizio di Piaggio sul tema scooter, prodotto in pochissimi introvabili esemplari tra il 1943 e 1944; e l’MP6, il  celeberrimo prototipo di Vespa uscito dalla matita di Corradino d’Ascanio nell’autunno 1945.

Trai veicoli di serie si possono ammirare i “classici” della sconfinata produzione Vespa (più di centoquaranta versioni) tra cui si distinguono la prima serie 98cc dell’aprile 1946; la Vespa 125 del 1951, modello utilizzato da Audrey Hepburn e Gregory Peck sul set di Vacanze Romane; la Vespa “U”  (utilitaria) del 1953, costruita in soli 7.000 esemplari, oggi tra i pezzi più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo); la prima Vespa granturismo, la Vespa GS 150 del 1955; la Vespa 50 del 1963 (per tutti gli italiani “il Vespino”), che segnò una pietra miliare nella storia dello scooter più famoso del mondo (e fu seguita, nel 1969, dal grande successo della 50 Special); la 90 Super Sprint del 1965, veicolo-mito per i giovani sportivi; la 125 Primavera del 1967, vero e proprio oggetto di culto per i giovani dell’epoca. Gli anni ’70 sono egregiamente rappresentati dalla Vespa 125 Primavera ET3 e dalla Vespa 200 Rally, che in quegli anni proponevano una soluzione tecnica innovativa come l’accensione elettronica, e dalla Vespa PX 125 del 1977, “replicata” da una sua versione gigante, un modello fuori scala di 4 metri di altezza in vetroresina e vernice rossa.

Collezione Vespa Racing
Accanto alle eccellenze della produzione di serie, il Museo conserva alcuni pezzi straordinari riconducibili all’attività sportiva inaugurata da Piaggio fin dal 1947. Due diversi modelli di Vespa 98 Corsa del 1947 in sella alle quali Giuseppe Cau ha trionfato nelle Cronoscalate di Monte Mario e Rocca di Papa. La bellissima Vespa 125 Corsa “telaio in lega” del 1949, realizzata con la stessa lega di alluminio utilizzata per la copertura degli aerei e assemblata con ribattini in lega, una soluzione tecnologicamente avanzata per il periodo. La Vespa Montlhéry, che nel 1950 conquista sul circuito francese 17 record mondiali. La Vespa Siluro progettata da Corradino d’Ascanio, con la quale il 9 febbraio 1951, sul tratto Roma-Ostia, il collaudatore Dino Mazzoncini ottiene il prestigioso primato del chilometro lanciato con un tempo di 21 secondi e 4 centesimi alla media di 171,1 km/h. La Vespa “Sei Giorni”, protagonista di uno dei successi più importanti della Squadra Piaggio, con le nove medaglie d’oro conquistate alla XXVI Sei Giorni Internazionale di Varese del 1951.
Collezione Artistica
Un’area del Museo è dedicata al rapporto tra il mito senza tempo di Vespa e diverse forme di espressione artistica, con particolare riferimento all’arte contemporanea e al cinema. La sezione si sviluppa intorno a una vera e propria “perla” della nostra collezione: la Vespa Dalì, una 150 S in sella alla quale due studenti madrileni, Santiago Guillén e Antonio Veciana, intrapresero nel 1962 un “giro del mondo in 79 giorni”, all’inizio del quale, a Cadaqués, incontrarono il maestro del surrealismo, Salvador Dalì, che ne firmò le scocche laterali con il suo nome e con quello della sua amata Gala. Nella reinterpretazione “mitologica” del volterrano Mino Trafeli, una lunghissima Vespa PX con inserti in alabastro diventa una vera e propria opera d’arte, realizzata in occasione di un’antologica dell’artista ospitata dal Museo Piaggio nel 2003. Tradizione ormai consolidata che fa di questa sezione un’area in costante ampliamento e rinnovamento, con l’acquisizione di nuove Vespa via via reinterpretate dai diversi artisti ospitati dal Museo, a cominciare dalla Vespa realizzata nel 2010 da Ugo Nespolo per la mostra “La Vespa e il cinema”. E proprio al Cinema – che ha avuto un ruolo fondamentale nel diffondere nel mondo il “mito” di Vespa –  è dedicato in quest’area uno spazio a sé, con l’esposizione di alcuni veicoli protagonisti di famose pellicole cinematografiche e un monitor touch-screen in cui è possibile “navigare” tra le più belle scene della storia del cinema che hanno visto protagonista la Vespa, da Vacanze Romane (1953) ad Alfie, da La dolce Vita (1960) a Quadrophenia (1979), passando per Caro Diario di Nanni Moretti (1993) e The Interpreter di Sidney Pollack (2005). In questa zona si possono inoltre ammirare Vespa interpretate da artisti famosi quali Giampaolo Talani, Luca Moretto, etc. e alcune Vespa ET4 realizzate nel 2001 da giovani designer in occasione del concorso VespArte”.
Collezione Piaggio
Accanto a Vespa, il museo espone una ricca selezione dei prodotti Piaggio che hanno accompagnato il successo dell’azienda nel settore della mobilità individuale dal 1946 in poi: l’Ape (di cui sono conservati alcuni esemplari, tra i quali spicca il Cassone del 1953, il Calessino del 1956, il Pentarò versione “antincendio” del 1962 e una bellissima versione “carretto siciliano interamente dipinta a mano), i ciclomotori (dal prototipo del 1955 al Ciao del 1967), la Vespa 400 (una piccola automobile che Piaggio produsse dal 1957 al 1961 negli stabilimenti in Francia dell’ACMA) e il Moscone (“la Vespa del mare”, motore fuoribordo del 1949).
Collezione Gilera
La prima motocicletta costruita da Giuseppe Gilera apre un percorso cronologico, illustrato da immagini provenienti dall’Archivio Storico Gilera, che accoglie i numerosi esemplari che hanno segnato la storia della casa motociclistica di Arcore, acquisita da Piaggio nel 1969.
La VT 317 del 1909, la capostipite, è caratterizzata da una trasmissione dall’albero motore alla ruota posteriore realizzata con cinghia di cuoio, presenta un motore di concezione molto avanzata con distribuzione a due valvole in testa comandate da aste e bilancieri e ampie alettature su cilindro e testa.
La produzione Gilera degli anni Venti e Trenta è rappresentata dalla 350 Super Sport e dalla 500 VL Sei Giorni. Dopo le realizzazioni di tipo prevalentemente sperimentale degli anni 1933-34, il motore a valvole in testa – identificato dalla sigla VT – venne definitivamente lanciato come prodotto di serie nel 1935. Il Museo espone, tra gli altri, i modelli 500 VT Bitubo con doppio scarico a profilo romboidale a coda di pesce, e la 500 Otto Bulloni.
Esemplare unico in questa collezione è la Gilera Rondine (esposta anche in versione carenata), la moto che cambiò il destino sportivo della casa di Arcore frantumando, nel 1937, i primati sui 50 e 100 chilometri e sulle 50 e 100 miglia e sull’ora sfrecciando a 274 km/h. Da allora la carriera della Rondine è costellata di record di velocità e di affermazioni mitiche quali quelle di Monza del 1937 e, nello stesso anno, alla Milano-Taranto. Successiva testimonianza dei successi del marchio Gilera è la 500 Saturno Sport, lanciata nel 1940, una delle moto più famose del mondo. Delle moto da competizione preparate da Giuseppe Gilera per lo “squadrone” corse, è esposta la Saturno Sanremo, la Saturno Piuma, presentata ufficialmente nel 1952 che ottenne successi fino al 1957. Nella collezione del Museo Piaggio sono presenti anche la Saturno Cross del 1952 con il motore versione corsa con cilindro in lega e la 175 Regolarità del 1956.
L’impegno e le vittorie sui circuiti di tutto il mondo sono rappresentate da modelli quali le bicilindriche 125 e 175 e la regina 500 Quattro cilindri, anche in versione sidecar.
La Gilera Quattro cilindri è tra le moto da corsa più vincenti, famose e celebrate di tutti i tempi, vittoriosa dal 1949 al 1957. Anni nei quali conquistò 6 Mondiali Piloti e 5 Mondiali Costruttori nella classe 500. E poi 6 campionati italiani, 7 Gran Premio delle Nazioni e numerosi altri podi. Nel 1956 e 1957 la Quattro cilindri sidecar vinse per due volte il Gran Premio delle Nazioni con alla guida il pilota Albino Milani insieme al fratello Rossano, che riuscirono a raggiungere i 190 km/h, superando di media i 160 km/h nel giro di Monza.
Di recentissimo restauro anche una serie di modelli da competizione degli anni Ottanta e Novanta.
Particolarmente emozionante per gli appassionati sarà ammirare dal vivo la moto in sella alla quale, nel 2008, Marco Simoncelli ha conquistato per Gilera il 14° titolo Mondiale nella classe 250.
Per la prima volta sono esposti anche alcuni veicoli realizzati per l’Esercito Italiano e la Guardia di Finanza, tra i quali vogliamo ricordare le bellissime Gilera Saturno 500 Militare e la 300 Bicilindrica Guardia di Finanza.
Collezione Moto Guzzi
Novità assoluta una piccola ma preziosa selezione di Moto Guzzi, tra cui si segnala un esemplare delle straordinaria Moto Guzzi V8 del 1957, un capolavoro di meccanica, una delle moto più famose di ogni epoca.
Completano la collezione l’ambitissimo Falcone 500 del 1958 e il Galletto 175. Vero e proprio pezzo unico è poi la TOMOTO, modello esclusivo customizzato dal designer inglese Tom Dixon nel 2017, in occasione del 50° anniversario della mitica Moto Guzzi V7. Per gli appassionati del fortunato programma televisivo “Lord of the Bikes”, dedicato ai customizzatori di motociclette, sarà inoltre possibile ammirare la Moto Guzzi vincitrice della sfida 2016.
Collezione Aprilia
Per celebrare le 294 vittorie nei GP di Aprilia saranno per la prima volte esposte al pubblico alcune moto da competizione del marchio di Noale, circondate da un suggestivo allestimento che valorizza volti, immagini e numeri dei suoi successi. Spiccano, ovviamente, le moto campioni del mondo: la RS 125 che, nel 1997, vide Valentino Rossi per la prima volta Campione del Mondo, le RSV 250 con cui Loris Capirossi e Manuel Poggiali primeggiarono rispettivamente nel 1998 e nel 2003 e la RSV4 Factory che portò Max Biaggi alla vittoria nel mondiale SBK del 2010.

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